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CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN DIRITTO DEI PRODOTTI AUDIOVISIVI

La Fondazione Genova Liguria Film Commission – GLFC e le Sezioni di Genova e Como dell’Associazione Nazionale Giovani Avvocati – AIGA sono liete di presentare il “Corso di Alta Formazione in Diritto D’Autore dei prodotti audiovisivi”, realizzato in collaborazione con l’Associazione di tutela del Made in Italy “Italia in Testa” e la Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo – SIEDAS e sostenuto da Coutot-Roehrig, leader europeo nella Genealogia Successoria.

Il corso, voluto per sviluppare l’acquisizione di competenze legali nel settore della produzione audiovisiva, è caratterizzato da una forte impronta internazionale e garantisce un’eccellente offerta formativa volta a sviluppare nuove professionalità legali capaci di distinguersi nel settore dell’audiovisivo. Il percorso formativo di alta specializzazione testimonia l’importanza dell’attività di valorizzazione svolta da GLFC nel territorio ligure, che negli ultimi anni ha assistito ad una forte espansione e ad un incremento di tutti gli indici di performance.

Il corso ha ottenuto il patrocinio della Camera di Commercio di Genova e dell’Ordine degli Avvocati di Genova, si svolgerà in modalità di webinar e si concluderà con un workshop in presenza presso la sede di GLFC nella Villa Durazzo Bombrini.

La partecipazione è gratuita e saranno riconosciuti 23 crediti per la formazione professionale degli avvocati. Le iscrizioni saranno raccolte fino al 6 maggio 2024 mediante il seguente modulo:

https://forms.gle/fiseKdJeKDpEYjU16.

Sarà offerta un’esperienza formativa completa e interattiva. Interverranno i più importanti professionisti nell’ambito del settore di riferimento, così come alcune personalità di spicco tra gli operatori (registi, produttori), i quali forniranno ai partecipanti nozioni e strumenti essenziali per comprendere appieno le principali dinamiche sottese all’industria dell’audiovisivo e relative al suo funzionamento.

Ampio spazio sarà riservato alla trattazione dei temi che, nella più recente prassi, hanno riguardato da vicino il settore dell’industria cine-audiovisiva, con specifico focus sul rapporto tra la tutela del diritto d’autore e sviluppo dei nuovi media.

Il corso sarà caratterizzato da un metodo didattico che prevede sia la trattazione teorica degli istituti coinvolti che l’analisi di casi pratici, essenziali per sviluppare le competenze maggiormente richieste e le abilità volte alla risoluzione di problematiche concrete.

La Fondazione Genova Liguria Film Commission, da diversi anni, organizza attività formative in collaborazione con gli Enti di Formazione e le principali Associazioni di professionisti in diversi settori. Queste sinergie portano a sviluppare nuove idee e nuove competenze che, se valorizzate, possono diventare un valore aggiunto per gli allievi del comparto dell’audiovisivo. Ringrazio le Sezioni di Genova e Como dell’Associazione Nazionale Giovani Avvocati – AIGA per averci coinvolti in un settore che, fino ad ora, non avevamo mai trattato ma, che reputiamo possa diventare un tema di interesse regionale e nazionale”, dichiara Cristina Bolla, Presidente GLFC.

“La rivoluzione tecnologica che sta affrontando il settore audiovisivo richiede un aggiornamento costante per conoscere le regole e competere a livello internazionale”, afferma la Vicepresidente GLFC, Annaluce Licheri. “L’industria dell’audiovisivo sta affrontando questa sfida. Il corso promosso dalla GLFC consente di specializzarsi ed approfondire gli aspetti legali di posizionamento in nuovi spazi e territori, nonché le applicazioni di nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale”.

“Siamo entusiasti di sostenere il Corso di alta formazione in Diritto d’Autore dei prodotti audiovisi- commenta Nadia Spatafora legale rappresentante per l’Italia di Coutot-Roehrig -, in molti probabilmente si chiederanno quale connessione ci sia tra la genealogia successoria ed il diritto d’autore. Il compendio ereditario di una persona defunta può essere composto da beni immobili e da beni mobili di qualsiasi tipo, come ad esempio, conti correnti, polizze assicurative, veicoli, gioielli, mobilia, ma anche pitture, fotografie, scritti, poesie, sceneggiature per di più se si tratta della successione di un artista, di cui si ignora l’esistenza di aventi diritti, sarà opportuno verificare non solo quali siano gli eredi ai quali devolvere le opere, ma anche capire se sia esercitabile o meno il diritto d’autore. Questo argomento è da approfondire con molta cautela e grazie alle competenze legali dei professori qui presenti, altamente specializzati, questo eccellente Corso sarà in grado di formare professionisti capaci di destreggiarsi nel settore audiovisivo in piena evoluzione”.

“L’industria cinematografica è una delle forme d’arte più influenti. Dietro ogni produzione c’è un complesso labirinto di creatività, investimenti finanziari e diritti. L’obiettivo di questo corso – organizzato con molta lungimiranza dalla GLFC – è del tutto in linea non solo con le esigenze culturali ed economiche del settore, ma anche con la raccomandazione della Commissione Europea del 19 marzo scorso che sottolinea la necessità di promuovere la formazione in materia di proprietà intellettuale”, aggiunge Francesca Ferrari, professoressa associata di diritto processuale civile.

“Il tema dei diritti del settore audiovisivo è di grande importanza sia per gli operatori del settore che per gli avvocati che decidono di specializzarsi in questa materia. Siamo dunque davvero felici di questa iniziativa che ci vede promotori insieme ad altre importanti partner”, dichiara Fabio Dell’Aversana, Presidente SIEDAS e Professore ordinario di diritto delle arti e dello spettacolo.

Dichiara Angela Bonacina, Presidente AIGA Como e Vicepresidente “Italia in Testa”: “Il settore dell’audiovisivo richiede conoscenze specifiche e professionisti competenti. Il corso che proponiamo insieme alla GLFC si ripromette di consentire ai professionisti di avvicinarsi alla materia, oltre che fornire spunti di approfondimento per coloro che già se ne occupano. Il workshop finale poi consentirà di apprezzarne anche aspetti pratici”.

 

A Milano il Convegno dedicato all’eredità giacente. Un percorso formativo tra analogico e digitale.

Dobbiamo sempre più prendere coscienza che nell’era digitale in cui viviamo, la gestione del patrimonio ereditario non è più confinata esclusivamente alla sfera dei beni tangibili, ma si estende anche al vasto territorio in rete. L’importanza di comprendere le regole che determinano le giuste procedure in campo di eredità giacente anche digitale, è ormai fondamentale.

Tali tematiche sono al centro di un importante convegno che si terrà lunedì 08 Aprile 2024 presso il prestigioso Salone Valente della Palazzina Anmig a Milano.

Il seminario, intitolato “Il curatore dell’eredità giacente. La buona custodia e amministrazione del patrimonio ereditario ‘analogico’ e ‘digitale'” e organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Milano, riunisce esperti legali e professionisti del settore per discutere le migliori pratiche e le nuove sfide nell’amministrazione e nella custodia delle eredità, sia tradizionali che digitali.

Ad introdurre i vari aspetti giuridici sarà l’Avv. Marco Accolla, Consigliere Segretario dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

Il convegno si aprirà con l’intervento del Prof. Avv. Arturo Maniaci, Professore Associato dell’Università degli Studi di Milano che parlerà della natura giuridica del curatore.

Uno dei punti principali trattati sarà l’approccio legale e pratico alla gestione del patrimonio ereditario, presentato dal Dott. Luigi La Battaglia, Magistrato della Suprema Corte di Cassazione. Il suo intervento sottolinea l’importanza della custodia e amministrazione del patrimonio ereditario, oltre che le sue problematiche.

Altra questione non meno importante riguarda il pagamento delle imposte di successione, che sarà affrontata dall’Avv. Antonio Longo, del Foro di Milano. Longo evidenzia le problematiche legate all’imposta di successione anche alla luce della giurisprudenza che si è espressa in senso contrario alle interpretazioni delle norme effettuate dall’Agenzia delle Entrate.

Con l’avvento delle tecnologie di ultima generazione come bitcoin o NFT, l’eredità digitale è diventata argomento di crescente attualità: sarà L’Avv. Alessandro d’Arminio Monforte, Curatore di eredità giacenti presso il Tribunale di Milano, ad illustrare le sfide e le opportunità legate alla gestione dell’eredità digitale, sottolineando la necessità di includere, nel piano legislativo successorio disposizioni specifiche per gestire i beni digitali, come account online, criptovalute e file digitali.

Infine, l’importanza dell’accettazione dell’eredità e la cessazione dell’eredità giacente sarà approfondita dal Notaio Simona Guadagno, che chiarirà i passaggi legali necessari per accettare formalmente un’eredità e porre fine allo status di eredità giacente, che può comportare complicazioni nella gestione dei beni.

Il Convegno fornisce una panoramica esaustiva delle opportunità legate alla gestione dell’eredità, sia tradizionale che digitale. Una corretta pianificazione successoria è essenziale per garantire una transizione senza problemi del patrimonio familiare al fine di proteggere gli interessi dei beneficiari.

Saluti istituzionali: Dott. Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano, Avv. Antonino La Lumia, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Avv. Matteo Picotti, Consigliere dell‘Ordine degli Avvocati di Milano, Coordinatore della Commissione Processo Telematico.

L’evento è gratuito ed è organizzato dall’Ordine attraverso la Fondazione Forense, nell’ambito del programma di formazione continua per gli Avvocati. La partecipazione consente l’attribuzione di n. 3 crediti formativi. 

 

Il percorso dell’eredità giacente: dall’apertura alla chiusura
della procedura.
Ne parliamo con Mauro Tescaro, Professore di diritto privato e di diritto delle successioni
dell’ Università di Verona

Venerdì 19 Gennaio, presso la Sala delle Marangonerie del Castello del Buonconsiglio di Trento si terrà il Convegno: “Il percorso dell’eredità giacente: dall’apertura alla chiusura della procedura”, organizzato da AIAF Sezione Regionale del Trentino Alto Adige e Sezione Regionale del Veneto in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Trento.

La giornata formativa prevede l’intervento di diversi professionisti di massimo livello in campo di eredità giacente e genealogia. Il primo relatore sarà il Prof. Mauro Tescaro, Professore di diritto privato e di diritto delle successioni presso l’Università di Verona e autore di importanti volumi sull’argomento, come ad esempio l’ultima pubblicazione: “Il diritto delle successioni nei continenti europeo e americano: suggestioni da oltreoceano”, a cura anche del Prof. Alessio Zaccaria per la Collana del Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Verona (ESI, 2023).

Prof. Tescaro, Lei si occupa ed interviene con trattati dottrinali di varie tematiche del diritto civile, tra le quali la curatela dell’eredità giacente. Dove nasce questo interesse?

“Dal 2011, anno della sua prima attivazione, sono titolare del corso di Diritto delle successioni presso l’Università di Verona. In collegamento con questo corso ho organizzato molti eventi accademici nonché di confronto con Avvocatura, Notariato e Magistratura. In uno di questi, ormai una decina di anni fa, fu segnalato pubblicamente proprio dalle professioni legali – e specialmente dalla compianta Avv. Donatella Cusumano, stimata esperta della materia successoria e appassionata organizzatrice di convegni forensi – che la curatela dell’eredità giacente presentava numerose criticità innanzi tutto pratiche e necessitava quindi di ulteriori approfondimenti anche dottrinali. Una di queste criticità, tra le varie altre, concerne il rapporto con la successione dello Stato, profilo quest’ultimo che ha poi suscitato particolarmente la mia attenzione”.

Venerdi 19 Gennaio si terrà presso il Castello del Buonconsiglio di Trento il convegno appunto dal titolo “Il percorso dell’eredità giacente; dall’apertura alla chiusura della procedura”, Lei sarà tra i relatori.  Come esperto e studioso della materia successoria, quanto ritiene siano importanti queste occasioni di incontro e confronto in questo ambito del diritto non sempre tenuto nella doverosa considerazione?

“L’attività convegnistica svolta negli ultimi anni soprattutto in collegamento con il corso veronese di Diritto delle successioni, cui ho già fatto cenno, dimostra quanto io sia convinto dell’importanza di simili occasioni di confronto tra la prospettiva accademica e quella professionale. Non meno importante, a mio avviso, è poi l’indagine comparatistica: segnalo al riguardo la creazione – per iniziativa di alcuni autorevoli giuristi tra i quali spiccano il Prof. Alessio Zaccaria della mia Università e il Prof. Marcos Mauricio Córdoba della Universidad Abierta Interamericana – di una nuova Academia Internacional de Derecho de Sucesiones, situata a Buenos Aires ma con membri di molti Paesi e con una pagina web sulla quale sono caricati ad accesso libero vari materiali e video di convegni. È vero che il diritto successorio non è sempre stato tenuto in adeguata considerazione, ma negli ultimi anni stiamo assistendo a una inversione di rotta, con ogni probabilità destinata a consolidarsi in futuro, soprattutto in quanto in una società come la nostra – si potrebbe aggiungere, purtroppo – la ricchezza di una persona finisce per essere sempre più composta da quanto le viene trasmesso da chi la ha preceduta, piuttosto che da quanto la stessa persona riesce a produrre da sé”.

Può darci qualche anticipazione sul contenuto del Suo intervento?

“A proposito della curatela dell’eredità giacente occorre a mio avviso evidenziare soprattutto come la disciplina del Codice civile del 1942 sia notevolmente mutata rispetto a quella del Codice previgente, specialmente nel senso della valorizzazione della posizione dei creditori e più in generale nell’ottica della centralità che l’istituto è chiamato ad assumere nell’attuale procedimento successorio italiano. Tale centralità non è stata peraltro esplicitata pienamente nel testo di legge, rimasto almeno in parte incompiuto, ciò che spiega (ma dal mio punto di vista non giustifica) talune incertezze e rigidità applicative ripetutamente testimoniate dagli operatori. Il giudice delle successioni il quale, pur rimanendo doverosamente rispettoso dello ius scriptum, non avesse timore in qualche misura di “osare”, potrebbe invece sperimentare, in questa materia più che in altre, attraverso una virtuosa collaborazione con i professionisti nominati curatori delle eredità giacenti, nuove e più efficaci prassi, anche a prescindere dalla condivisione oppure non della controversa e certamente da valutare con cautela prospettiva più generale della possibile aziendalizzazione della Giustizia (su cui ci siamo spinti a riflettere in un evento accademico tenutosi a Vicenza – presso il Vicenza Univr HUB – nel 2019 e i cui atti sono stati poi pubblicati nel 2020 in un volume dall’eloquente titolo “Le sfide future per la giustizia. La giustizia come azienda?”)”. 

Entrando più nel dettaglio della materia successoria, quali aspetti ritiene siano meritevoli di maggiore attenzione tra gli addetti ai lavori?

“Uno dei temi maggiormente “di moda” negli ultimi tempi, soprattutto nelle opere accademiche (ma sempre più anche nella nostra giurisprudenza, quantomeno a partire dalla celebre ordinanza del Tribunale di Milano del 10 febbraio 2021 sul caso Apple), è per esempio quello della tutela postmortale della personalità morale e specialmente dei dati personali digitalizzati. Si tratta di un argomento affascinante e che, considerata la crescente digitalizzazione della società, inevitabilmente aumenterà di importanza. Occorre peraltro rammentare che al riguardo rimane fondamentale la lungimirante monografia del Prof. Alessio Zaccaria “Diritti extrapatrimoniali e successione”, pubblicata già nel 1988 e diretta tra l’altro a illustrare la – anche in seguito troppo spesso disconosciuta – rilevanza successoria della questione. Una simile attenzione non hanno ancora saputo suscitare il tema della curatela dell’eredità giacente e quello strettamente collegato della successione dello Stato, sebbene qualche elemento di positività (comunque non pienamente soddisfacente) derivi ora dai commi 1008 e 1009 dell’art. 1 della l. n. 178/2020 e dal d.m. n. 128/2022, che perseguono l’obiettivo di rendere più efficienti le procedure in discorso così da incrementare le entrate per la collettività. Il cammino ancora da compiere, peraltro, rimane lungo e insidioso. In ogni caso, ritengo che la strada maestra sia proprio il dialogo da diversi punti di vista al fine di sensibilizzare studiosi e operatori nonché auspicabilmente introdurre nuove prassi. Pertanto sono davvero lieto di partecipare a questo evento e ringrazio AIAF e specialmente l’amica Avv. Veronica Peotta per avermi coinvolto, in attesa di ulteriori iniziative sullo stesso argomento che si terranno nella mia Università, alcune delle quali sono già in fase avanzata di preparazione”. 

Interverranno a seguire: Avv. Sabrina Ruga – Avvocato del Foro di Genova “Compiti e doveri del curatore”, dott. Francesco Bellomo – Genealogista della società Coutot-Roehrig “La ricerca genealogica”, dott.ssa Carlotta Baruchello – Dottore Commercialista in Vicenza, dott.ssa Antonella Bartone – Avvocato e Giudice Onorario del Tribunale di Rovereto “La chiusura della procedura di ADS per morte e problematiche conseguenti”.

Iscrizioni attraverso Formasfera –  3 crediti formativi in materia non obbligatoria per la partecipazione all’evento – info: inviare mail alla Presidente di AIAF TAA studiolegale@cinziatomasoni.it

 

Coutot-Roehrig Genealogia: un anno con noi

Un altro anno volge al termine: un anno di grandi sfide, successi e anche qualche dispiacere. Con l’avvicinarsi del Natale, arriva anche il momento di fare un bilancio di questo 2023.

Siamo contenti. Un ringraziamento particolare va alla nostra squadra che merita un applauso speciale per l’impegno straordinario e la dedizione dimostrata in ogni singola iniziativa. Ognuno ha contribuito con il proprio talento e impegno, creando un ambiente di lavoro collaborativo e stimolante.

I successi di ciascuno sono successi di tutti, e questo spirito di squadra è ciò che ci rende davvero speciali.

Con grande gioia abbiamo una nuova sede, l’ottocentesco Palazzo Orsini. Un luogo ricco di storia e tradizione, dove a farla da padrone sono i bellissimi dipinti del Barabino e  che non vediamo l’ora di farvi vedere.

Mentre ci avviamo verso le festività natalizie, vogliamo esprimere i nostri più sinceri auguri a tutti voi. Che questo periodo sia colmo di gioia, pace e serenità, e che possiate condividere momenti speciali con le persone care.

Guardando al futuro, ci aspettiamo un anno ricco di sorprese e successi. Continueremo a sfidare i limiti, a innovare e a perseguire l’eccellenza in tutto ciò che facciamo. Siamo pronti a superare nuove vette e a raggiungere traguardi ancora più ambiziosi.

Grazie a ciascuno di voi per il contributo prezioso che avete dato a questa straordinaria avventura.

Che il prossimo anno sia un capitolo ancora più entusiasmante della nostra storia!

Turismo Genealogico: Riscoprire le Radici del Passato

Anche se Coutot-Roehrig si occupa di genealogia successoria, ci piace , oggi, affrontare il tema del  turismo genealogico,  una tendenza in crescita tra coloro che desiderano tracciare le radici del proprio passato  e scoprire l’identità dei loro antenati. Questa forma di viaggio offre un’esperienza unica, che unisce l’esplorazione culturale e storica con un profondo senso di connessione personale. In questo articolo, esamineremo cos’è il turismo genealogico, perché sta diventando così popolare e come le persone possono intraprendere il loro viaggio alla ricerca delle proprie radici.

Ma in che cosa consiste?

Il turismo genealogico è una tipologia di viaggio che coinvolge la ricerca delle proprie origini familiari attraverso visite a luoghi in cui i propri antenati hanno vissuto, lavorato o hanno avuto legami significativi. I genealogisti possono aiutare le persone a rintracciare i loro alberi genealogici e scoprire informazioni sulla loro discendenza. Questo può includere la visita di archivi, chiese, cimiteri, residenze storiche, e persino il ritrovamento di parenti ancora vivi.

In questi ultimi anni sta acquistando molta popolarità per diverse sono le ragioni:

Connessione Emotiva: Il desiderio di scoprire le proprie radici è spesso radicato nella necessità di comprendere la propria identità e il proprio posto nella storia familiare. Le persone si sentono connesse in modo più profondo alle proprie origini attraverso l’esplorazione fisica dei luoghi legati ai loro antenati.

Esperienza Educativa: Il turismo genealogico offre un’opportunità per imparare di più sulla storia, la cultura e le tradizioni delle persone e delle comunità che hanno plasmato il nostro passato. Questa esperienza educativa arricchisce la conoscenza personale e culturale.

Viaggio Significativo: Molti viaggiatori cercano esperienze significative e autentiche, e il turismo genealogico offre una prospettiva unica che va al di là delle classiche mete turistiche.

Preservazione della Memoria Familiare: Il turismo genealogico permette di raccogliere storie, fotografie e documenti che possono essere tramandati alle future generazioni, preservando così la memoria familiare.

Ecco alcuni punti fondamentali per intraprendere un viaggio di turismo genealogico:

Ricerca Genealogica: Inizia con la raccolta di informazioni sulla tua famiglia attraverso interviste con parenti anziani, ricerche online, registri di stato civile e documenti storici.

Scegli una Meta: Identifica i luoghi significativi per la tua famiglia, come città natale, cimiteri, chiese o residenze storiche.

Contatta Esperti: Se necessario, contatta genealogisti professionisti o esperti locali per ottenere supporto nella tua ricerca e per scoprire luoghi meno noti ma rilevanti per la tua famiglia.

Organizza il Viaggio: Pianifica il tuo itinerario, prenota alloggi e trasporti, e tieni conto di quanto tempo desideri dedicare a ciascuna tappa del tuo viaggio.

Interagisci con la Comunità Locale: Durante il viaggio, parla con gli abitanti del luogo per ottenere ulteriori informazioni sulla tua famiglia o per scoprire storie e tradizioni locali.

Documenta il Viaggio: Scatta fotografie, tieni un diario di viaggio e conserva tutti i documenti o le informazioni raccolte durante il tuo percorso.

Il turismo genealogico è una straordinaria avventura che permette di riscoprire il passato e condividere storie significative con le generazioni future. Attraverso questo tipo di viaggio, è possibile fare esperienza di un legame profondo tra il passato, il presente e il futuro, lasciando un’impronta indelebile sulla propria identità.

 

Micaela Capocchiano, referente Lazio per Coutot- Roehrig tra i protagonisti del Premio Letterario Giuridico IusArteLibri: Il Ponte della Legalità 2023 di Roma

Micaela Capocchiano, referente per il Lazio di Coutot-Roehrig, è stata tra i protagonisti del Premio Letterario Giuridico IusArteLibri: Il Ponte della Legalità 2023, prestigiosa iniziativa giunta alla sua XIII edizione. Il Concorso Letterario Giuridico nasce dall’estro e dalla volontà dell’Avv. Antonella Sotira Frangipane e mira ad avvicinare il mondo degli avvocati a quello dei magistrati attraverso iniziative culturali di diverso genere che stanno riscuotendo notevole successo. IusArteLibri Il Ponte della Legalità, si è arricchito, quest’anno, della sinergia con Scrivere Altrove” l’iniziativa culturale ideata e promossa dall’On.le Fabrizio Santori Consigliere Segretario dell’Assemblea Capitolina.

Nell’esclusiva Sala della Protomoteca voluta da papa Pio VII, sotto lo sguardo saggio di illustri uomini del passato come Leonardo, Dante, Petrarca, Michelangelo che nella città di Roma hanno lasciato importanti testimonianze, si è svolta, martedì 27 giugno, la cerimonia per svelare i nomi degli autori finalisti del concorso letterario giuridico che attraverseranno il Ponte della Legalità dal 29 giugno a Roccella Jonica sino al 16 luglio a Pontremoli.

Micaela Capocchiano è stata chiamata insieme all’On.le Santori a selezionare gli autori IusArteLibri con cui da settembre partiranno i corsi di lettura e scrittura per e con le Biblioteche di Roma per promuovere i Valori di Legalità e Solidarietà Sociale.

«Una grandissima emozione – dichiara Micaela Capocchiano – essere ospite di questo illustre concorso, in una cornice così ricca di storia, di magnificenza e grandezza come la Sala della Protomoteca. La bellezza e la maestosità sono semplicemente sbalorditive. Ogni dettaglio architettonico, ogni decorazione e ogni elemento presente in questo luogo racconta storie antiche e custodisce un patrimonio culturale di inestimabile valore che grazie ad eventi come questo abbiamo la fortuna di poter ammirare. Ringrazio di cuore l’Avv. Antonella Sotira Frangipane per avermi investito di questo ruolo così prestigioso e per avermi conferito il premio come Miglior Promoteur Culturel. Tanti sono i punti di connessione tra il Ponte della legalità e Coutot- Roehrig:  la nostra attività di fatto garantisce, appunto, legalità andando ad attribuire agli eredi legittimi una corretta devoluzione delle quote. Un ponte immaginario che permettiamo ai nostri eredi di attraversare con il nostro sostegno , per giungere ad una corretta devoluzione delle quote legittime a loro spettanti».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Bellomo

Il ruolo del genealogista in materia di eredità giacente – Convegno AIAF VENETO

Il Percorso dell’eredità giacente: dall’apertura alla chiusura della procedura, questo il tema del convegno del 10 febbraio 2023 organizzato presso Palazzo Gualdo a Vicenza dall’AIAF VENETO, l’Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia  e per i Minori, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, grazie al prezioso contributo dell’Avv. Veronica Peotta, ideatrice dell’evento, e che vede tra i suoi relatori il dottor Francesco Bellomo, genealogista di Coutot-Roehrig, oltre alla dottoressa Silvia Rossaro, Giudice Tutelare e delle Successioni del Tribunale di Vicenza, l’avvocato Sabrina Ruga, del Foro di Genova, e la dottoressa Carlotta Baruchello, Dottore Commercialista di Vicenza.

«Il ruolo del genealogista nel caso di una pratica di eredità giacente è fondamentale – puntualizza Francesco Bellomo – soprattutto nel caso in cui non vi sia un testamento e occorra trovare i successori legittimi del de cuius. Attraverso un puntiglioso lavoro di ricerca, il genealogista ne ricostruisce l’albero genealogico, individuando ascendenti, discendenti, collaterali e parenti fino al sesto grado, al fine di individuare gli eredi legittimi.

Il nostro ambito di ricerca spazia dagli archivi di stato civile, alle anagrafi, ai registri parrocchiali, fino a quelli matricolari; talvolta anche i registri di imbarco dei piroscafi carichi di emigranti diretti nelle Americhe ci sono tornati utili.

La ricostruzione di un albero genealogico richiede infatti molta pazienza e un’ottima dose di intuizione, visto che non sempre i riscontri delle fonti “istituzionali” (comuni e archivi di stato civile)  sono precisi, magari perché negli anni molti documenti sono andati distrutti o dispersi a causa di guerre, terremoti o incendi, oppure a causa di errori di trascrizione, che ai tempi erano frequenti.Tutto ciò esige una preparazione  e una professionalità particolare nel genealogista.

Consultare, ricercare, approfondire e indagare fanno parte del nostro operato, indispensabile per coadiuvare i curatori incaricati nell’individuazione dei legittimi successori con assoluta certezza giuridica.

Ogni ricerca svolta nell’ambito di un’eredità giacente o più in generale di una successione – precisa Francesco Bellomo – ha risvolti giuridici importanti e la figura del genealogista successorio, proprio per il ruolo che riveste, diventa di straordinario rilievo.

Un convegno come questo organizzato dall’AIAF VENETO, che ringrazio per l’opportunità concessaci, è un’ottima occasione per condividere con gli addetti ai lavori (curatori in primis) informazioni ed esperienze, grazie anche alla vasta aneddotica a disposizione di Coutot Roehrig e  alla professionalità che in tantissimi ci riconoscono, con l’ambiziosa finalità di attribuire alla materia successoria (spesso considerata di “serie B”) una maggiore “dignità giuridica”.

Il Convegno, a partecipazione gratuita, riconosce 3 crediti formativi in materia non obbligatoria

RAMI: un talk che parla di storie, di genealogia, di famiglie ritrovate e di eredità

Martedì 20 dicembre , nella splendida cornice del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, ospitato all’interno della Commenda di San Giovanni di Prè, parleremo di RAMI: quelli che compongono ogni albero genealogico.

Attraverso la ricerca genealogica, il genealogista successorio entra nei meandri più nascosti di ogni famiglia, ne scopre lettere, foto, memorie e ne va a capire i rami, appunto, facendosi portatore del ricongiungimento di passato e presente. Diventando artefice e testimone della meraviglia degli attuali parenti, che spesso, ignorano i loro avi, l’origine della propria dinastia e soprattutto l’eredità.

Al centro di “RAMI – un talk che parla di storie, di genealogia, di famiglie ritrovate e di eredità” ci sono proprio loro, i rami, tanti, intrecciati, che compongono ogni albero genealogico, specchio, con le loro dinamiche intime e private, della storia che scorre.

“L’iniziativa – dichiara Nadia Spatafora – si muove all’interno di un progetto più ampio che intende fare di Coutot-Roehrig un mezzo di divulgazione culturale genovese. Grazie a diverse attività, che comprenderanno anche una collaborazione per il 2023 con il MEI in via di definizione, intendiamo contribuire a far conoscere le tante realtà culturali genovesi, come in questo caso, il bellissimo museo che ci ospita per questo evento. Una realtà che ci sta particolarmente a cuore viste le grandi affinità che ci uniscono”.

Insieme a Nadia Spatafora, legale rappresentante per l’Italia di Coutot-Roehrig, ci saranno Raffaella Ponte, storica e archivista e la giornalista Francesca Berardi.

Un’occasione, in ultimo, per parlare della nuova mini-serie podcast RAMI, prodotta da Chora Media e promossa da Coutot Roehrig, disponibile a partire da mercoledì 21 dicembre sulle piattaforme audio free (Spotify, Apple Podcast, Spreaker, Google Podcasts) con un nuovo episodio ogni giorno fino al 23 dicembre.

Nell’arco delle tre puntate, la giornalista Francesca Berardi, racconterà le storie di diverse eredità e delle relative famiglie. Protagonisti i genealogisti che le hanno ricongiunte. Storie che partono da Genova e da altre città italiane per arrivare, in alcuni casi, a toccare luoghi stranieri, quasi a ripercorrere quelle vecchie rotte dei nostri antenati alla ricerca di fortuna.

 

La signora Carmen: l’eredità di Luisa

Carmen ogni tanto chiude gli occhi.

Non vuole distrazioni per tornare a quelle estati degli anni 30, trascorse alle pendici delle colline torinesi, tra il frinire delle cicale e i rintocchi puntuali delle campane della chiesa del paese.

Quando ci ripensa, si ritrova ancora seduta sul portapacchi della bicicletta della mamma, che cingeva in vita con le braccia abbronzate, divertita dai sobbalzi e dagli scatti in velocità nelle discese, ma soprattutto dagli sguardi d’intesa con Luisa, la sua cuginetta.

Anche lei sistemata sul portapacchi della bici della zia, le faceva la linguaccia a ogni sorpasso, con aria di sfida. Era così che si arrivava al santuario di Don Bosco, con il cesto del picnic e il cuore gonfio di entusiasmo: per Carmen e Luisa, inseparabili, quelle erano le gite più belle e spensierate della loro infanzia.

Poi il tempo compie accelerazioni bizzarre, proprio come quelle biciclette in discesa, e in un attimo Carmen è una donna adulta, incontra l’amore della sua vita, e si trasferisce a Lisbona: inizia una nuova puntata dell’esistenza, quella in cui è sposa e madre felice, e di lì a poco, in un’accelerazione ancor più sorprendente, nonna.

Di Luisa, che a sua volta si è fatta una famiglia ed è rimasta a vivere sulle colline torinesi, ha perso i contatti ma non l’immagine di quello sguardo birichino e delle guance rosse per il caldo.

Carmen morde la vita con lo stesso entusiasmo di quando era bambina: a dispetto degli anni che scorrono veloci, riempie le sue giornate di progetti e sogni, trascorre lunghi periodi in Belgio, dove la figlia si è trasferita una volta sposata, e quando è nel suo appartamento a Lisbona, seduta in poltrona a sfogliare gli album dei ricordi, chiude gli occhi ed è a respirare polvere e risate sulla bicicletta della mamma.

In questa piena e serena esistenza, Carmen non si aspetta di certo una visita di Coutot-Roehrig. I genealogisti la trovano, dopo averla rincorsa per mezza Europa e le comunicano una notizia inattesa: Luisa non c’è più, ha lasciato la vita terrena, e lei risulta tra i suoi legittimi eredi.

Riapre con grande affetto e nostalgia l’album dei ricordi, per recuperare ciò che manca: cosa è successo, dopo gli anni spensierati delle gite al santuario, alla sua amata cuginetta?

Carmen riempie così le pagine bianche, passeggia mano nella mano con i genealogisti di Coutot-Roehrig, immagina Luisa cresciuta, moglie e mamma, ripercorrere quelle strade polverose e assolate degli anni 30.

La sua non è tristezza, ma riconoscenza: scoprirsi eredi, spesso aiuta a chiudere un cerchio affettivo e familiare rimasto tanto tempo in sospeso.

Ora Carmen, quando chiude gli occhi, può vedere la sua Luisa farle ancora la linguaccia, come a dirle: ti ho superato ancora.

 

La canzone di Rodolfo: una storia di amicizia

Era ancora giovane il signor Rodolfo, aveva da poco compiuto i 65 anni, ma sembrava portare sulle spalle ricurve il peso di due vite, sebbene paradossalmente non ne aveva vissuta intensamente nemmeno una.

Cresciuto all’ombra severa di una madre soffocante, Rodolfo passò i primi 30 anni chiuso in un nido irto di spine, totalmente ignaro di quello che succedeva nel mondo; solo alla scomparsa del suo unico punto di riferimento iniziò ad affacciarsi timidamente alla vita, e incontrò lei, Giselle.

Venne letteralmente travolto dalla sua fame di vita, dai suoi occhi verdi che si mangiavano le cose, dalla sua risata che metteva scompiglio e da quelle mani affusolate, piene di anelli, che cercavano le sue.

Un amour fou, per Rodolfo, forse solo un’avventura estiva, per Giselle, che quando lui partì sul treno  per Bordeaux, con quel buffo berretto calato sulla fronte, lo salutò dicendo: adieu.

Non la dimenticò mai, nemmeno quando iniziò a viaggiare per il mondo alla scoperta di quella vita che non riuscì mai, fino in fondo, a comprendere, e nemmeno quando cercò in altre donne le sue amabili carezze.

Giselle gli aveva lasciato un pozzo di ricordi in cui affogare il cuore, insieme a un disco che ascoltò fino allo sfinimento.

Quel tono scanzonato di Fernandel e le parole taglienti di Je me mens, diventarono un abito che Rodolfo indossò fino alla sua morte, perché anche lui, che in maniera scanzonata girava il mondo, alla fine non faceva che mentire a sé stesso, con l’allegria di chi nascondeva un’anima profondamente ferita.

Rientrò definitivamente in Italia, in quella casa all’ultimo piano, divenne sempre più scontroso, introverso, deluso da quel debito di felicità che la vita aveva nei suoi confronti, e iniziò a scrivere di lei, di Giselle, per tenerne vivo il ricordo ed evitare che sbiadisse in quella solitudine.

Michele arrivò alla fine di un’estate interminabile.

Studiava al Politecnico, era originario di Palermo e aveva risposto all’annuncio del pied-à-terre vicino all’Università, quello che Rodolfo aveva avuto in eredità dalla madre.

Gli era piaciuto subito, amava quel fare gentile e poco invadente, era puntuale con le mensilità e di tanto in tanto gli portava una risma di carta per la stampante o una confezione di caffè appena macinato.

Visite brevi, che diventarono appuntamenti fissi e, infine, chiacchierate tra amici: a vederli insieme, in inverno seduti davanti alla grande stufa a legna, e in estate all’ombra del glicine del terrazzo, sarebbero sembrati padre e figlio.

Ma dire chi fosse l’uno e chi l’altro, talvolta era impossibile.

Quel pomeriggio di febbraio furono i vicini del piano di sotto a dire a Michele che Rodolfo era stato portato in ospedale e che, se voleva vederlo, doveva fare presto, perché era sembrato a tutti molto grave.

Michele non fece in tempo, quando arrivò affannato con le gambe che tremavano, una giovane infermiera gli disse solo “Mi dispiace, non ha superato la crisi”.

Rodolfo se ne andò così, da solo, con quel motivo di Fernandel nella testa, gli occhi di Giselle nel cuore, il sole di quell’estate straordinaria sulla pelle.

Coutot-Roehrig individuò i suoi eredi, che nulla sapevano del lontano cugino, ma successe anche un fatto inconsueto: Michele, desideroso di acquistare l’appartamento dove aveva vissuto da giovane studente, contattò gli esperti che avevano curato la successione del signor Rodolfo, e oggi, quel pied-à-terre, è diventato la sua casa.

I tesori, qualche volta, non sono fatti di oggetti preziosi o proprietà prestigiose, ma hanno il sapore dell’amicizia e della gratitudine, e proprio per questo sono ancora più rari.